Quaderno aperto / Idee e pensieri scritti per riflettere insieme su ambiente, educazione, pace e amministrazione pubblica.
AMBIENTE
Difendere l'ambiente, per me, vuol dire difendere chi ha di meno. Quando parliamo dell'aria di un quartiere o di un terreno da bonificare, stiamo parlando di salute: un diritto che non è uguale per tutti, a seconda di dove vivi e di quanti strumenti hai per difenderti. Un bambino in una zona senza alberi, un anziano in una casa che d'estate diventa una fornace: sono loro a pagare per primi le scelte rimandate. Davanti a ogni decisione mi chiedo chi protegge e chi rischia di restare scoperto. E il lavoro comincia dalle persone, prima ancora che dalla tecnica.
EDUCAZIONE
L'educazione mi accompagna da sempre e non l'ho lasciata fuori dalla porta quando sono entrata in Comune. Ho insegnato storia e filosofia e ho passato anni accanto a ragazzi che avevano abbandonato la scuola; ancora oggi studio, con un dottorato in Educazione. Tutto questo mi ha lasciato una convinzione che mi guida in ogni delega: una comunità si misura da come tratta chi è più piccolo e più fragile. Quando una città mette le sue scuole al centro dei quartieri, sta decidendo adesso che tipo di città vuole essere.
PACE
La pace, per me, comincia a pochi passi da casa. Ho presieduto il Coordinamento provinciale degli Enti Locali per la Pace e la Cooperazione, e ho imparato che l'accoglienza e la solidarietà si misurano in gesti e in persone, più che nelle parole. Sono tutrice di minori arrivati soli dall'altra parte del mare, e ho creato e organizzato la marcia della pace Bergamo-Brescia: da qui ho camminato fino a Palazzolo sull'Oglio, incontro alle migliaia di persone arrivate da Bergamo, per dire che un'altra strada esiste. Una comunità in pace è quella che sceglie di non lasciare indietro nessuno, nemmeno chi arriva da fuori.









